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Dodo

19/07/2009 16:32:03

Devo ringraziarla di esistere, anche se non condivido una riga di quello che sostiene e scrive. Lei rappresenta il contrario esatto di quello che va fatto se si vuole essere uomini di buona volontà. Raramente capita di trovare delle guide a rovescio così efficaci: una vera stella cometa a rovescio! Continui così.
 
margherita

01/12/2008 18:47:41

l'ho sentita stamattina a Omnibus su La7: sono d'accordo 'in toto' su ciò che ha detto.Mi deprime la pochezza degli argomenti che l'opposizione, essa sì che è un'ombra!,sostiene mentre sarebbero necessari ragionamenti seri capaci di riconciliarci con la democrazia. Ho la sensazione che essa parli per parlare, per dovere di pagnotta ( e che pagnotta!), che sia senza idee, senza 'scatti' nuovi e adeguati al nostro tempo che provoca mutamenti a ritmo incalzante. Mi auguro che La7, trombetta della sinistra castigata dagli elettori ( non mi manca per niente!)la inviti ancora in studio: sentiremo certo qualcosa di interessante. Saluti. Margherita D.F.
 
dr. pier paolo pavarotti

20/09/2008 10:32:55

davvero la sinistra è impossibilitata a capire il terrorismo islamico e non solo! non si tratta solo di personaggi minori come un diliberto, o altri che grazie a Dio sono ormai fuori dal parlamento, ma della sua intellighenzia e dei suoi giovani, che scambiano bush per un terrorista, berlusconi per un nazista, israele per la germania hitleriana. non sanno più cogliere la differenza tra particolare e generale, tra bene e male, tra buoni e cattivi. differenze che alla fine ci sono e basta. educati dai maestri del sospetto, nutriti a pane e incertezze, non hanno che dubbi. la strada è + importante della meta, il dubbio è più importante della verità...poi si trovano a dover pagare le bollette, l'affitto, ad avere piccoli terroristi in classe dei figli, stranieri che rovinano le loro città...ma il condizionamento è ormai troppo forte, non possono smettere i vecchi slogan. durante la guerra fredda per evitare la guerra civile la dc dovette appaltare buona parte dell'accademia e della PA al partito comunista + grande dell'occidente . il quale, senza aver fatto i conti con sé stesso dopo l'89, presenta ora il conto delle nuove generazioni alla società dei liberi: famiglie distrutte, genitori incapaci, maestri impresentrabili, pensiero unico, sindacati suicidi e soprattutto figli e studenti agonizzanti. il numero delle malattie mentali sta crescendo a dismisura e devono ancora arrivare tutti i danni delle due ultime generazioni di famiglie alargate. alitalia è soltanto l'inizio. non vogliono un paese normale come ha detto d'alema, vogliono che la loro normalità diventi paese. fini non perché è fascista, casini no perché è democristiano, bossi no perché è razzista, berlusconi perché sempre e cmq no a berlusconi. poi un mattino si svegliano e vedono che agli italiani ogni tanto sta sulle palle che alcuni dicano cosa devono pensare, soprattutto se contro l'evidenza dei fatti. finché dura sarà meglio non fare prigionieri. per i nostri figli...
 
Jacopo Brilli

12/05/2008 12:26:45

Dopo quasi due anni dall'inizio della missione in Libano e possibile trarre le prime conclusioni sui risultati della medesima alla luce dei recenti avvenimenti di Beyruth:
1. il governo Prodi ha sottovalutato i rischi associati ad una missione in Libano. La situazione politica nel paese dei cedri e' il frutto di una attivita' da parte di Damasco e Tehran volta a destabilizzare la regione. Questo tentativo costituisce l'espressione delle ambizioni del regime rivoluzionario-conservatore iraniano di affermarsi come maggiore potenza regionale nel Medio Oriente. L'offensiva del Partito di Dio rappresenta una azione coerente con questa strategia. Risulta evidente come il precedente governo abbia deciso di intraprendere una missione di pace a guida ONU in un contesto in cui mancavano, e mancano, i fondamentali presupposti perche' la missione potesse avere successo: la volonta' dei principali attori coinvolti di cessare ogni conflitto e di raggiungere la pace. La posta in gioco e' ben piu' alta del conflitto Isrele - Hezbollah. La partita si gioca tra la Repubblica Islamica e gli Stati Uniti (con i loro alleati); in palio vi e' la sopravvivenza o l'esistenza libera dello stato ebraico;

2. il risultato pratico che la missione ONU in Libano ha prodotto finora e' un sostanziale ripristino delle condizioni antecedenti al conflitto dell'estate del 2006. Hezbollah si e' riarmato e organizzato. L'efficacia militare dell'offensiva delle milizie di Nasrallah non puo' essere spiegata esclusivamente alla luce della debolezza della parte sunnita e cristiana (oltreche' della risaputa debolezza delle forze armate libanesi). Il coinvolgimento di potenze straniere risulta evidente dall'imponente lavoro di intelligence che e' stato svolto per preparare l'attacco. Hezbollah controlla l'areoporto di Beirut e le emittenti. Questo implica che detenga di fatto il controllo del paese con la possibilita' di recare significativi danni all'economia e alla popolazione. La pace e' chiaramente lontana. Se ne puo' concludere che gli effetti dell'intervento ONU sponsorizzato dall'Italia e dalla Francia di Chirac siano stati in ultima analisi ''conservativi'';

3. il vero teatro operativo era, e rimane, l'Iraq. Anche in questo paese l'azione iraniana si esplica attraverso un attore locale che ne condivide l'ideologia islamica radicale (le milizie del Mahdi). Tuttavia a differenza del Libano il contrasto al terrorismo e alla violenza e', in questo caso, portato avanti attraverso una decisa azione militare e di polizia che ha cominciato a dare i suoi frutti. E' piu' che lecito, ancora oggi, interrogarsi sulla opportunita' dell'intervento e, in particolare, sulla correttezza della gestione della fase successiva alla caduta del regime baathista. Non e' possibile negare pero' che i primi passi verso una certa normalizzazione del paese mesopotamico siano stati compiuti, tanto che le compagnie petrolifere internazionali hanno deciso di intraprendere nuovamente attivita' esplorative nei siti onshore (occorre considerare che una ripresa della produzione petrolifera consentirebbe al governo iracheno di procurarsi tramite i ricavi che ne deriverebbero i fondi e le valute pregiate necessarie per ricostituire un bilancio autonomo ed intraprendere la ricostruzione del paese);

4. in conclusione la comunita' internazionale avrebbe dovuto nel 2006 garantire il suo appoggio diplomatico ad Israele. Certamente la ricerca di soluzioni diplomatiche alle crisi e' sempre da ricercare con impegno. Tuttavia essa non puo' tradursi nell'impedire che uno stato sovrano possa difendersi da attacchi deliberati ed unilaterali. Israele ha il diritto di combattere e di abbattere i nemici che attentano alla sua integrita' ed alla sicurezza dei suoi cittadini. E' necessario che vi sia congruita' tra l'azione diplomatica e la crisi cui essa intende fornire una soluzione. Israele e' in grado di neutralizzare sul piano militare i suoi avversari locali e deve essere libera di farlo. Il problema politico e' invece regionale. Se dietro Hezbollah c'e' l'Iran allora occorre modulare la risposta di conseguenza, anche perche' vi sono questioni assai preoccupanti come il capitolo del nucleare iraniano. La guerra dell'estate del 2006 fu scatenata alla vigilia della decisione del Consiglio di Sicurezza circa le nuovi sanzioni da comminare alla Repubblica Islamica dell'Iran. E' giusto ricordare che Israele non mette in discussione l'esistenza dello stato palestinese ne' della Repubblica Islamica e che da un lato uno stato democratico lotta per la sua stessa sopravvivenza mentre dall'altro un regime illiberale tenta di estendere la sua influenza politica nella regione e di tenere alta la tensione. Certamente l'eredita' di politica estera che il governo Prodi ha lasciato all'attuale esecutivo non costituira' un nodo facile da sciogliere.
 
edo

10/09/2007 16:19:21

dal numero di commenti non mi sembra proprio un blog, un blogggghhhhiinnnoo.
www.beppegrillo.it queto sì che è un blog
 


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