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Un principe saudita ai suoi: ''Scappate prima che il popolo vi tagli la testa!'' (Il Foglio del 17 luglio)
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Il personaggio
Breve viaggio nella vita di Carlo Panella
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Di Pietro spara sul Quirinale. E Veltroni, ancora, non fa autocritica per avergli caricato il fucile

 
E' evidente a tutti la logica che sta dietro ai caroselli tentati da Di Pietro davanti al Quirinale a alle sue parole sprezzanti verso Napolitano: continuare con la logica di Mani Pulite, destabilizzare tutte le istituzione e imporre un'ipoteca populista e forcaiola sulla vita politica del paese. Il Quirinale, si sa, è l'unica istituzione che -nonostante Oscar Luigi Scalfaro- è uscita indenne nel passaggio dalla prima alla seconda Repubblica. Ma ora Di Pietro ne fa oggetto di lazzi e provocazioni, sulla base della sua abituale sgrammaticata lettura istituzionale (la non forma dalle leggi di berlusconi da lui pretesa è improponibile)e il suo gesto ormai è irreparabile.
Ma non è Di Pietro il responsabile di questo sfascio. Il vero responsabileè Walter veltroni che scelse di apparentarsi con lui -uccidendo socialisti e asservendo i radicali- non per ricatto, ma perché in piena sintonia giustizialista. Il Di Pietro che insulta politicamente Napolitano è stato armato da Veltroni (e Franceschini) ed è incredibile che a tutt'ora non venga dall'ex segretario del pd l'indicazione di un gesto forte di rottura politica con l'Idv. Le prese di distane e le dissociazioni di queste ore, infatti, sono pura aria fritta, che danno anzi forza all'ex Pm quale unico, vero, glorioso leader dell'antipolitica forcaiola, Complimenti