Tutti sanno che il regime coreano è letteralmente pazzesco, che le sue logiche interne sono folli. Tutti, ma non Obama che ha applicato a Pyonyang lo stesso schema che intende perseguire con Teheran. dialogo, dialogo e ancora dialogo. E' il classico modus operandi dei presidenti democratici, convinti che basti trattare con i nemici sulla base dello schema delgli ''spazi di influenza regionale'' per salvare la pace. Il problema è che questo schema non può funzionare con regimi il cui nerbo è una forte -e folle- componente ideologica. Così è per la Corea del Nord, così è per l'Iran. Ecco allora che solo una settimana fa l'incaricato di Obama per i rapporti con Kim il Sung, prevedeva che non ci sarebbe stato nesssuna provocazione nucleare e che i negoziati in corso avevano ''solide basi''. Smentito clamorosamente. Ora, Obama ha di fronte lo stesso problema che avrà tra qualche mese con Teheran: se il dialogo non porta frutti, se serve solo a dare tempo a questi regimi per rafforzare le loro politiche aggressive, che si fa? Insomma: quale è il ''piano B''? Non c'è. Questo è il dramma. Obama prende tempo, cerca di convincere la Russia -che ha già detto che non è disponibile- a perseguire una più rigida politica di sanzioni...
E' indeciso a tutto.