''Carlà è una bagascia!'': le orribili ragioni per cui gli iraniani insultano e lapidano (Il Tempo del 1 settembre)
Dopo averle dato della puttana, il quotidiano iraniano Khay ...
L'Europa ignava e complice premia la Siria che prepara la guerra a Israele (Il Foglio del 7 luglio)
L’Ue ha deciso di premiare con 129 milioni di euro l’oltranz ...
I sauditi perdenti nell'intrico libanese (Il Foglio del 31 luglio)
Soffiano venti di guerra in Libano e lo “storico” incontro ...
Israele tratta con i sauditi contro l'Iran? Possibile (Il Foglio del 27 luglio)
Mei Degan, capo del Mossad israeliano, si sarebbe recato in ...
L'Occidente perde in Afghanistan perché non capisce il Pakistan (Il Foglio del 21 luglio)
Un legame chiaro, diretto, collega le ragioni profonde dell ...
Legge contro il Burqa anche in Italia: un buon metodo scelto da Maroni (Il Foglio del 20 luglio)
Una nuova legge per la proibizione del Burqa e del Niqab in ...
Un principe saudita ai suoi: ''Scappate prima che il popolo vi tagli la testa!'' (Il Foglio del 17 luglio)
Un principe saudita di rango, Turki bin Abdul Aziz Al Saud ...
Tareq Aziz è un grande criminale! Non va liberato, solo curato (Libero del 15 luglio)
Tareq Aziz è un criminale, responsabile pieno e totale dei ...
Hamas non vuole la mayonese di Obama (Il Foglio del 17 giugno)
“Qui a Gaza abbiamo numerose qualità di generi alimentari, ...
Dove va Erdogan? Semplice: vuole fare il Grande Mediatore (Libero del 5 giugno)
Il crescendo dell’oltranzismo di cui dà prova il premier tu ...
Irriverente tirata d'orecchie ad Obama da Ryad (Il Foglio del 20 maggio)
Un attacco frontale, quasi spudorato, alla Casa Bianca è p ...
Ahamadinejad e Lula mettono nel sacco Obama (Libero del 19 maggio)
“Un fiasco per l'amministrazione Obama”: il Wall Street ...
Il personaggio
Breve viaggio nella vita di Carlo Panella
Partecipa al Blog, lascia un commento...
 
L'obamismo, malattia estrema dell'antiamericanismo.

 
Barak Obama è riuscito a commettere una mezza dozzina di gravissimi errori politici nel suo recente viaggio al di quà dell'Oceano. Ma i peana della stampa di tutti i colori sono cresciuti al diapason di giorno in giorno, sino all'apoteosi dell'orrido discorso di Berlino.
Orrido perché perfetto dal punto di vista tecnico, ma non da candidato presidente: da rockstar. Un nulla benissimo detto. E soprattutto un onsulto all'Europa. Se il candidato presidente Obama vuole realmente fare una politica multilaterale, può naturalmente andare a plagiare la memoria storica di Kennedy a Berlino, ma subito dopo deve andare in Europa, che non sta né a Berlino né a Londra, né a Parigi (dove lui va), ma a Bruxelles. Avere evitato un confronto, la conoscenza, un serio lavoro di preparazione di rapporti con Barroso e la Commissione europea è errore politico da lincenziamento in tronco. Ma Obama è fatto csoì, è un mega Rutelli-più-Veltroni, è un piacione all'ennesima potenza: tutta fuffa, niente sostanza. Lungo e insulso discorso berlinese (che non si discosta di una virgola dalla scaletta degli ultimi discorsi di Bush in Europa, multilateralismo incluso), ma nessun lavoro di scavo, di conoscenza, di raccordo con le realtà vera dell'Europa politica.
Stesso copione, ma ben più grave, in Israele. Piacione comìé ha detto agli israeliani tutto quel che volevano sentirsi dire e poi ai palestinesi, di nuovo, tutto quel che volevano sentirsi dire. Il risultato è che nell'arco di 24 ore ha detto cose opposte le une alle altre e che la diffidenza nei paesi arabi e islamici (Iran in testa), verso di lui è cresciuta a dismisura.
Ma di tutto questo non ragionano i media europei, perché Obama, mille volte più di JFK Kerry, rappresenta al massimo quella ''altra America'' che tutti gli europei antiamericani sognano da anni e di cui Furio Colombo è il massimo cantore. Un america che non esiste, che è la proiezione di quel che gli antiamericani vorrebbero che fosse, perché sono mossi da una antipatia di fondo che ha una radice orribile. Non si perdona all'America di avere liberato l'Euuropa da un nazifascismo che i genitori di tutti gli antiamericani di oggi avevano entusiasticamente appoggioato, e non solo fino al 1939. Il sogno della ''altra America'' è il prodotto dela cattiva coscienza dell'Europa, in particolare quella di sinistra che ormai non può più raccontarsi la balla (che pure ha retto per 40 anni) di un nazifascismo abbattuto dai partigiani o dalla sola eroica armata rossa sotto la guida del piccolo padre, il compagno Stali. La piazza di Berlino è il prodotto del radicamento e dellespansione fuori misura di questo antiamericanismo che ha radici nella vigliaccheria dei popoli europei che è stato disgraziatamente legittimato dalla cancelleria di Schroeder, la prima antiamericana del dopoguerra. Schroeder, il cancelliere-in-cashmere e con vacanze di extralusso in Toskana, ha distrutto la dolorosa, cosciente, elaborazione delle colpe del popolo tedesco avviata da Brandt e poi perfettamente sviluppata da Koll (ovviamente con sensibilità e idee ben diverse, ma omogenee) e ha fatto un'operazione sporca: ha detto -di fatto- al popolo tedesco che la colpa di tutto è dell'imperialismo americano. Successo di pubblico e di critica.
Una misera mistificazione in cui il genio della mistificazione Barak Obama si è rivoltato come un orso ghiotto in un alveare.