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Il personaggio
Breve viaggio nella vita di Carlo Panella
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Sono nato il 24 luglio 1948 a Genova; per giorni mia madre aveva temuto che le doglie arrivassero mentre le strade per l’ospedale erano ingombre di barricate a seguito dell’attentato a Togliatti. Quando nacqui, scoprii che invece che di rivoluzione, come mi aspettavo, si parlava solo di Bartali al Tour de France. Un qui pro quo che avrebbe segnato la mia vita sino alla maturità. Sarei peraltro immediatamente finito, dritto diritto, nelle statistiche di mortalità infantile per una broncopolmonite, se non fossi stato salvato per un pelo dalla penicillina appena inventata di cui fioriva, peraltro, un redditizio contrabbando.
Mio padre mi tirò su facendomi leggere il Giorno di Italo Pietra, Il Mondo di Pannunzio, Il Borghese di Leo Longanesi, l’Espresso di Arrigo Benedetti e Epoca di Missiroli e tanti saggi.
Mia madre mi passava romanzi su romanzi.
Quando si trattò di scegliere la lingua straniera mia madre fu icastica: “Il francese! L’inglese è lingua da bottegai”.
In famiglia non volevano arrendersi alla banale constatazione che il mondo era nelle mani dei bottegai.
Gravissimo neo nella mia educazione: non so ballare, sempre a causa dell’interdetto materno circa lo stile di vita dei bottegai..
Liceo classico Doria.
Nel 1966 a Firenze alluvionata; c’è anche Massimo D’Alema, compagno di scuola, non di classe.
Nel 1966 a chiedere le rappresentanze di istituto, dopo lo “scandalo “Zanzara”, c’è anche Massimo D’Alema. Naturalmente non se ne fa nulla.
Il 5 novembre 1967, primo giorno d’università e quindi primo giorno d’occupazione: il “68” a Genova nasce settimino. Segue movimento studentesco.